Onorevoli Colleghi! - Intervenire nel campo delle tossicodipendenze è sempre una impresa delicata, stante la complessità del problema, le variegate ed a volte contrapposte tesi su come combattere il fenomeno, le riflessioni e le elaborazioni di un dibattito scientifico internazionale assai ricco, quanto povero di «verità» certe.
      Con la presente proposta di legge si prende atto dell'esistente e si tenta di apporre un ulteriore piccolo tassello, in particolare a supporto dei progetti di recupero e di reinserimento sociale dei tossicodipendenti, elaborati da amministrazioni statali, enti locali e aziende sanitarie locali, soggetti privati e regioni.
      Dunque, per la maggioranza dei consumatori, la dipendenza dalle droghe non è una condanna a vita e tanto meno a morte. Essa è una fase temporanea dell'esistenza, che può essere superata attraverso un processo di maturazione personale, incentivato e sostenuto dall'esterno.
      Il riconoscere ai tossicodipendenti, in cura presso comunità terapeutiche di recupero, il diritto all'iscrizione della posizione previdenziale presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale serve a «mitigare» gli effetti di questa fase temporanea dell'esistenza avvicinandola, dal punto di vista lavorativo, agli effetti della malattia per un normale lavoratore pubblico o privato.

 

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